Mamma cacciata da un parco acquatico per una ragione da non credere

Pubblicato il 07/29/2020

È iniziata come una tranquilla gitarella in famiglia, ed è per questo che la sorpresa è stata forte e che la rabbia, l’umiliazione e il senso di ingiustizia sono stati ancora più acuti. Questa donna, dopo soli pochi minuti passati in acqua, è stata buttata fuori dal parco acquatico. E dimenticatevi di qualsiasi ragione o motivo vi possa passare per la mente, perché quello che leggerete in questo articolo vi farà rimanere a bocca aperta e vi farà capire perché questa donna non lascerà perdere l’accaduto molto facilmente.

Madelyn

Madelyn

Madelyn Scheaffer

Conosciamo meglio la protagonista di questa incredibile storia. Madelyn Scheaffer è una donna e mamma di Odessa, Missouri. È una di quelle donne che farebbe qualsiasi cosa pur di proteggere la propria famiglia. Tuttavia, quello che le successe all’età di 30 anni, ha lasciato di stucco tutti. E fidatevi, non stiamo esagerando.

Madelyn Scheaffer

Madelyn Scheaffer

Le conseguenze

Vi diamo una piccola anticipazione: sette anni dopo l’accaduto, numerosi dipendenti del parco acquatico, hanno tentato di rovinare tutto quello che aveva ottenuto Madelyn. Aveva passato un periodo orribile e affrontato tutto da sola per riuscire ad avere giustizia. Potete solo immaginare cosa possa essere successo.

Madelyn

Madelyn

Il momento di prendere una decisione

Nel 2005, Madelyn scoprì una cosa poco piacevole che la portò a riconsiderare tutte le scelte che aveva preso fino a quel momento. Madelyn purtroppo, scoprì di soffrire di ernia al disco dopo esser scivolata nella vasca di casa sua, mentre si stava stendendo per fare il bagno.

Madelyn

Madelyn

Un cambiamento

La scoperta dell’ernia al disco non ebbe conseguenze solo sul suo umore, ovviamente basso, ma anche sul suo corpo. Dopo un periodo di difficoltà e tristezza, Madelyn decise che non poteva più andare avanti così, che il dolore fisico era già abbastanza e non poteva più essere così affranta.

Madelyn

Madelyn

Era un segno

Al momento dell’incidente nella vasca da bagno, vennero a soccorrerla con l’ambulanza ed arrivarono in men che non si dica. Tuttavia, il fortissimo ed acutissimo dolore che provava Madelyn, la spinsero a chiedere ai soccorritori di non muoverla. Non solo, mandò via i medici e rimase nella vasca da bagno per due giorni.

Madelyn

Madelyn

Calma improvvisa

Durante il lungo periodo di tempo che Madelyn passò stesa nella vasca da bagno, si sentì travolgere da un senso di calma incredibile che coinvolse tutto il suo corpo. Non si sarebbe mai aspettata di sentirsi cosi calma e lo prese come un segno: da quel momento avrebbe dedicato più tempo a se stessa.

Madelyn

Madelyn

Determinata a cambiare

In un’intervista, Madelyn ha affermato che quello fu il primo segno che le fece capire che era arrivato il momento di perdere peso. Tuttavia, ci mise un anno intero per prendere una decisione radicale. E quando raccolse la sua forza di volontà e la sua forza e prese finalmente la decisione, accadde qualcosa di incredibile.

Madelyn

Madelyn

Un corpo da sogno

Dopo due anni dalla presa della grande decisione, Madelyn riuscì a perdere 45 chili. Fu senza dubbio un cambiamento di pensiero e di vita enorme. Cinque anni dopo la perdita dei tanti chili, era ancora in grandissima forma, ma non sapeva che stava per affrontare una delle più faticose battaglie della sua vita.

Madelyn

Madelyn

Era una giornata molto calda

All’età di 43 anni, Madelyn pesava 63 chili. Era in fortissima e non si era mai sentita tanto sicura di sé come in quel momento. Era una giornata molto calda, e Madelyn decise di fare una cosa che non aveva mai fatto. Sapeva di non avere un corpo perfetto ma si sentiva comunque orgogliosa delle sue forme. Si mise un bikini e andò al parco acquatico Adventure Oasis con la sua famiglia.

Madelyn

Madelyn

Qualcuno la stava guardando

Una volta arrivata al parco acquatico con la sua famiglia, Madelyn guardò i corpi delle altre donne, sia giovani che più grandi, e non si sentì neanche un po’ gelosa! Era felice e soddisfatta del traguardo che aveva raggiunto e del corpo che aveva, soprattutto dopo l’impegno che aveva messo nel dimagrire così tanto. Ma a sua insaputa, qualcuno stava guardando Madelyn.

Il parco acquatico

Il parco acquatico

Il trucco è essere sicuri di sé

Quando si perdono così tanti chili e si supera un periodo difficile, non è facile essere sicuri di sé e trovare la forza di mettere un bikini mettendo in mostra il proprio corpo. La perdita di chili non porta automaticamente la sicurezza. Ma Madelyn si sentiva sicura, si amava.

Madelyn

Madelyn

Non ci poteva credere

Madelyn si trovava al parco acquatico, era sulla sua sdraio con l’asciugamano addosso. Ad un certo punto il caldo era davvero insopportabile, così Madelyn si tolse l’asciugamano ed entrò nell’acqua fresca. Dopo soli cinque minuti dopo essersi immersa in acqua, due ragazze che facevano parte dello staff del parco, si avvicinarono a Madelyn per dirle una cosa che la fece rimanere di stucco.

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“Potreste ripetere?”

Madelyn stava facendo il bagno e il sole le arrivava dritto negli occhi. Si mise dunque una mano sulla fronte per cercare di mettere meglio a fuoco le due ragazze e gli chiese gentilmente di ripetere quello che avevano detto. Magari aveva sentito male. Non poteva credere a ciò che le avevano detto.

Lo staff del parco

Lo staff del parco

Un outfit “inappropriato”

Dopo aver ripetuto per la seconda volta ciò che avevano detto, Madelyn capì che aveva sentito bene la prima volta. Una delle ragazze, scocciata, le disse per la seconda volta che stava indossando un bikini troppo piccolo per le sue forme e che era inappropriato per un parco acquatico frequentato da famiglie con bambini.

Madelyn

Madelyn

Secondo quale criterio?

Madelyn non riusciva a crederci: stava indossando un bikini normalissimo e della sua taglia. Era confusa e non sapeva come reagire, si guardò intorno per vedere i bikini delle altre donne nel parco e notò che ce n’erano alcune che indossavano bikini molto più striminziti del suo.

Il parco acquatico

Il parco acquatico

Una mancanza di rispetto

Dopo aver notato che c’era senza dubbio qualcosa che non andava, Madelyn perse le staffe ed esplose. Non poteva fare a meno di sentirsi imbarazzata e provava vergogna dopo che quelle due ragazze si erano espresse in maniera negativa sul suo corpo. Avvertì questo comportamento come una mancanza di rispetto.

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La rabbia

Dopo l’imbarazzo e la vergogna del momento, Madelyn decise di reagire. Presto, l’imbarazzo venne spazzato via dalla rabbia. “Per un secondo mi sono sentita a disagio ma poi mi sono detta che non aveva senso tutto quello che stava accadendo” disse in seguito. Aveva lavorato troppo duramente per il suo corpo, per farsi buttare giù da quelle ragazze.

Il parco acquatico

Il parco acquatico

Messa in soggezione

Quelle due ragazze l’avevano messa in soggezione e le avevano creato una situazione di disagio. “Sì è vero, il mio corpo è diverso rispetto a quello di una ragazza più giovane, ma non per questo me ne devo vergognare! Mi sentivo a mio agio con quel bikini e sono soddisfatta del mio corpo”, ha affermato Madelyn.

Madelyn

Madelyn

Amare il proprio corpo

La prima reazione di Madelyn fu quella di chiedersi perché le due ragazze se la fossero presa proprio con lei. “Mi dissero che la parte inferiore del mio bikini era inappropriata. Strano, perché era uno slip normale”. Le donne devono sempre amare il loro corpo, di qualsiasi misura o peso si tratti.

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Prendere una posizione

Madelyn si accorse che anche il resto dello staff del parco acquatico la stava guardando e squadrando dalla testa ai piedi con aria accusatrice. Se questo incidente fosse capitato qualche anno prima, Madelyn non avrebbe mai avuto la forza di difendersi, ma ormai era una donna diversa.

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Difendere sé stessa

Era arrivato il momento di prendere una posizione e di difendere sé stessa e il suo corpo. Era evidente che la stessere accusando senza un motivo plausibile. La sicurezza che aveva ormai dentro, non poteva svanire così nel nulla. Amava il suo corpo e avrebbe lottato per farsi valere.

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Due opzioni

Le insolenti ragazze dello staff del parco acquatico tuttavia, non la lasciarono in pace molto velocemente. Dissero a Madelyn che aveva soltanto due opzioni: poteva mettersi un paio di pantaloncini per coprire il pezzo inferiore del bikini o poteva semplicemente lasciare il parco. Madelyn, infuriata, chiese di parlare con un superiore.

Il parco acquatico

Il parco acquatico

La scelta

“Non mi coprirò”, disse Madelyn piena di rabbia alle due ragazze. Ha poi aggiunto “e se vi aspettate che me ne vada dal parco, farete meglio a chiamare la polizia e farmi portare via”. Madelyn a quel punto, non si sentiva solo ferita nel suo orgoglio, ma sentiva che stava difendendo anche quello di molte altre donne.

Ogni corpo è bello

Ogni corpo è bello

Cacciata

Causando sgomento in Madelyn, lo staff chiamò davvero la polizia che venne a prenderla e la buttò fuori dal parco acquatico. “Quindici minuti dopo, la polizia è davvero venuta a portarmi via e mi dissero che anche se non volevano farlo, dovevano fare il loro lavoro e non potevano fare nient’altro”. Tuttavia i poliziotti sottolinearono che non erano affatto d’accordo con lo staff.

Madelyn

Madelyn

Anche la polizia era dalla sua parte

Nel post che Madelyn ha scritto su Facebook in seguito a questa esperienza, e che è diventato virale nel giro di poco, ha inoltre scritto “i poliziotti sono stati comprensivi. Anche loro pensavano si trattasse di accuse ridicole”. I poliziotti sanno di certo cosa è e cosa non è permesso oggigiorno.

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Il bikini

Nel post di Facebook Madelyn ha poi continuato: “sono una donna di 43 anni che fino a poco tempo fa non aveva un briciolo di sicurezza in se stessa. Fino all’età di 40 anni non ho mai avuto abbastanza fiducia in me per mettere un bikini. Oggi non permetterò di essere discriminata perché il costume non mi sta bene come può stare a una ragazza giovane e più magra”.

Madelyn

Madelyn

Il bikini non ha età

Il post di Facebook prosegue: “non si trattava di un tanga. Era un bikini normalissimo: uno slip con i laccetti. Un costume normale, senza pretese e che migliaia di donne e ragazze indossano”. Questa donna è stata discriminata semplicemente perché due ragazze hanno deciso che il bikini non fosse adatto alla sua età.

Madelyn

Madelyn

Un’ingiustizia

“Mi sono sentita come se mi discriminassero sia per l’età che per il corpo e guardandomi intorno mi sono resa conto che era pieno di ragazze più giovani di me, con lo stesso modello di bikini, ma nessuno gli diceva né di coprirsi né di andarsene”, ha affermato Madelyn furiosa. Ma cosa poteva fare in concreto?

Madelyn

Madelyn

Il post diventa virale

Dopo essersi sfogata su Facebook riguardo il trattamento subìto da parte dello staff del parco acquatico, il post diventò virale e la storia fece il giro del mondo. Nessuno riusciva a credere a come avessero trattato Madelyn solamente per un bikini. Ma lei non si fermò.

Good Morning America

Good Morning America

Spargere la voce

Tuttavia, Madelyn si rese conto molto presto che non era sufficiente denunciare l’accaduto online e che lo staff non avrebbe avuto nessuna ripercussione in questo mondo. Cos’altro poteva fare? Voleva arrivare fino in fondo, sia per il suo orgoglio personale che per quello di altre donne che non avevano avuto il coraggio di reagire.

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Un grande supporto

“Per farvela breve, alla fine ho chiamato i media e sono finita a parlarne alle notizie del canale locale. Numerose persone sono venute a salutarmi mentre aspettavo di andare in diretta e mi hanno detto che trovavano tutto molto ridicolo e che per un bikini mi avevano trattata davvero ingiustamente”, ha affermato Madelyn.

Madelyn

Madelyn

Supporto da tutto il mondo

Madelyn ha poi scritto un ulteriore post su Facebook per ringraziare tutti per il loro calore ed il loro supporto. Non si sarebbe mai aspettata un riscontro del genere! “Mi ha scritto gente dalla Grecia, dalla Cina, da Hong Kong e ho ricevuto più di 500 lettere dal Brasile. Ho sempre voluto visitare il mondo, e adesso il mondo mi sta dando amore e supporto”.

Il parco acquatico

Il parco acquatico

Amate il vostro corpo

“Una cosa che ho imparato da tutta questa esperienza, è che non tutti giudicano e percepiscono il corpo umano come lo staff del parco acquatico in questione, e non potrei che essere più felice di questo”, ha condiviso su Facebook Madelyn.

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Apprezzare ciò che si ha

Ha inoltre aggiunto “mando tanto supporto a chi è orgoglioso del proprio corpo e a chi è contro la discriminazione in base al peso, alla forma e all’età. Il corpo umano è da amare ed è la casa della nostra anima qua sulla Terra”. Ma cosa voleva ottenere Madelyn da tutta questa storia?

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I soldi non risolveranno il problema

“Malgrado io porti avanti la mia rimostranza nei confronti del parco acquatico Adventure Oasis e ritengo che una cosa del genere non debba succedere più, i soldi non risolveranno il problema. Ciò che potrà risolverlo sarà un cambiamento nella politica del parco riguardo “i costumi appropriati” e nell’educazione dello staff”.

Madelyn

Madelyn

Cambiamento di politica

Auspicabilmente, la direzione del parco acquatico ascolterà il reclamo di Madelyn e cambierà davvero la politica. Se invece rimarranno della loro idea, dovrebbero applicare la regola del costume “appropriato” a tutte le donne, a prescindere dal peso e dall’età. Sfortunatamente queste cose succedono ovunque però…

Il parco acquatico

Il parco acquatico

Un’altra storia

Sarah Villafane è una studentessa che si allena spesso nella palestra per studenti del suo College, il College di Charlestone. Era un’avida frequentatrice e non aveva mai avuto nessun problema in nessuna palestra. Un giorno, Sarah si recò in palestra dopo aver finito le lezioni, ma quello che le dissero fu vergognoso.

Sarah

Sarah

Il suo top

Sarah usciva da una giornata piena di lezioni e di solito indossava vestiti adatti alla palestra. Questa è una scelta che molte ragazze prendono per stare più comode o perché sanno che a fine giornata andranno ad allenarsi, non è una cosa mai sentita prima.

Sarah

Sarah

Un completo da palestra

Sarah indossava un paio di leggings neri e un top nero senza maniche abbinato. Il top era leggermente corto e metteva in mostra un po’ di pancia, coperta quasi del tutto dai leggings a vita alta. Un completo molto comune e usato da molte ragazze in palestra.

Sarah

Sarah

Il top “inappropriato”

Sarah, una volta entrata in palestra, entrò nella sala pesi ed iniziò ad allenarsi come aveva sempre fatto. Ad un certo punto, un ragazzo che lavorava in palestra si avvicinò e le disse di cambiarsi la maglietta perché era inappropriata. Sarah non poteva credere a quello che stava sentendo.

Sarah

Sarah

Nessuna alternativa

Sarah rispose al ragazzo che era l’unica maglietta che aveva e che non aveva nessun’altra scelta a parte quella di riprendere ad allenarsi così. Nonostante Sarah continuò l’allentamento, si sentiva a disagio e imbarazzata. Ma non finì così.

Sarah

Sarah

Un altro richiamo

Dopo aver superato l’imbarazzo iniziale, Sarah andò in una parte della sala pesi più tranquilla per poter fare degli esercizi per gli addominali sul pavimento. Dopo qualche minuto, un altro ragazzo che lavorava in palestra si avvicinò per dirle di rimettersi la maglietta. Lei rispose “ma ce l’ho addosso”.

Sarah

Sarah

La risposta dello staff

Il ragazzo, stizzito, le disse che non era vero e che quella non era una maglietta e che avrebbe dovuto indossarne una più consona. Alla domanda di Sarah “come mai non la considera una maglietta?”, il membro dello staff della palestra le rispose che non la copriva del tutto e dunque non poteva considerarla una maglietta intera.

La palestra

La palestra

Non la lasciarono in pace

Ma non finì così. Lo staff non era pronto a lasciar correre la questione della maglietta e minacciò Sarah di chiamare il loro superiore se non si fosse messa una maglietta che la coprisse interamente. Sarah gli rise in faccia e disse di essere pronta a parlare con chi volessero loro.

La palestra

La palestra

Il manager

Dopo vari minuti di discussione, lo staff della palestra chiamò il manager che la intimò di andarsene dalla palestra. Se Sarah non si fosse messa una maglietta appropriata, sarebbe stata sbattuta fuori. La ragazza si sentì imbarazzata, anche perché tutto questo successe davanti a tutti gli studenti presenti in palestra.

Sarah

Sarah

La minaccia del manager

Il superiore chiamato dallo staff, ovvero il manager, disse a Sarah: “deve mettersi una maglietta addosso se no dovrò accompagnarla fuori dalla palestra”. Sarah rispose che aveva già una maglietta addosso. Non stava realizzando quello che stava accadendo e si sentiva davvero a disagio.

Sarah

Sarah

I vestiti da palestra

I vestiti che vengono indossati in palestra, sono fatti per essere comodi, freschi e a volte possono lasciare un po’ di pelle scoperta. In qualsiasi palestra, le ragazze indossano vestiti stretti, elastici e un po’ appariscenti a volte. Ma nessuno si era mai lamentato prima.

Sarah

Sarah

Gestita male

Sarah venne sbattuta fuori alla fine, lasciata sgomenta ed imbarazzata. Riteneva che la situazione fosse stata gestita male e in maniera scorretta nei suoi confronti. I ragazzi dello staff avrebbero dovuto spiegarle le cose in maniera più gentile ed illustrarle la politica della palestra. Ma non andò così purtroppo.

Sarah

Sarah

I media

Sarah si sfogò su Facebook e scrisse un post di fuoco spiegando la situazione ed esprimendo la propria frustrazione ed incredulità. Scrisse che era incredibile come il top che indossava fosse un indumento da palestra ma non fosse considerato appropriato. Non era giusto venisse condannata in questo modo.

Sarah

Sarah

La reazione delle persone

Le risposte che ottenne il post di Sarah furono contrastanti: alcuni davano ragione a lei ed altri erano d’accordo con lo staff della palestra. Alcuni commentarono anche che era un indumento adatto alla palestra ma non alle lezioni e si chiesero perché Sarah l’avesse indossato anche in classe.

Il post su Facebook

Il post su Facebook

La palestra si scusò

Qualche tempo dopo, lo staff della palestra contattò Sarah e si disse davvero dispiaciuto per aver gestito così male la situazione. Le dissero che non avrebbero mai dovuto buttarla fuori in quel modo e che si scusavano davvero, ma la verità era che la ragione per la quale avevano reagito così era un’altra.

Sarah

Sarah

Una ragione sanitaria

La vera ragione per la quale la palestra trattò così Sarah riguardava l’igiene. A quanto pare, gli indumenti indossati in palestra dovevano coprire tutte le parti del corpo semplicemente per una questione di igiene. Tuttavia Sarah disse che lo staff non aveva mai menzionato niente di tutto ciò durante la discussione.

Il palestra

Il palestra

Ulteriori risposte

Alcuni dei commenti al post di Sarah su Facebook, dissero di aver vissuto la stessa cosa nelle palestre dei loro College che prevedevano un abbigliamento consono, ovvero l’uso di magliette e non di top corti. Questa regola era in effetti legata ad una ragione sanitaria: lo scopo era quello di minimizzare il contatto tra la pelle e i macchinari.

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Ragioni valide

Le ragioni sembravano essere valide e sarebbe semplicemente bastato che lo staff le avesse spiegate in modo chiaro e non offensivo. Inoltre, i ragazzi parte dello staff, avrebbero dovuto essere più amichevoli e mostrarsi più disponibili nello spiegare a Sarah la politica della palestra.

Sarah

Sarah